Gente del Quindicesimo

Presidente Onorario Gen. S.A. M.A.V.M. Oreste Genta

XV AEROBRIGATA

Molti chiedono notizie di questa non molto conosciuta e celebrata grande unità aerea, alcuni finanche di conoscere i motivi per i quali all'art.5 dello statuto dell'Associazione sia previsto che si possano iscrivere “...coloro che in qualsiasi epoca siano appartenuti alla 15^Aerobrigata...” Leggi dunque l'articolo e vedrai che “est modus in rebus”!


Nel Diario Storico del Corpo Aereo Italiano - Comando Bombardamento - anno 1940, si legge che “in seguito ad ordine emanato dal Comando 1ª Squadra Aerea con foglio 39036, in data 10 settembre 1940 viene costituito, sotto la stessa data, il “CORPO AEREO ITALIANO” (C.A.I.) dal quale dipende la 15ª Brigata Aerea B.T.Tale Brigata si forma con personale, materiale della 4^ Divisione Aerea “Drago” che, sotto la stessa data, passa nella posizione “quadro”.
La 15ª Brigata Aerea inquadra il 13° Stormo di Piacenza ed il 43° Stormo di Cameri con circa 700 uomini ciascuno e dotati di velivoli B.R.20Dopo breve tempo la Brigata riceve il completamento dei quadri dal 7° Stormo e viene ridenominata Comando Bombardamento del C.A.I.. Al comando del Gen.B.A. Pil. Ruggero BONOMI, dalla sede di pace in Nord-Italia esso viene inviato sul Fronte Nord Occidentale d'Europa (Fronte della Manica). La sede di guerra del Comando è BELOEIL (Belgio) mentre gli Stormi si schierano a MELSBROEK e CHIEVRES.Il diario storico riporta le difficoltà superate da quei valorosi per sopperire alle carenze addestrative individuate in poco volo in formazione, notturno e strumentale senza visibilità, essenzialmente per carenza di carburante. A ciò si aggiunge la mancanza di personale specializzato telegrafista, nonché la scarsità di apparati avionici per le comunicazioni e per la navigazione ognitempo (radiogoniometri, cruscotti antivibranti ecc.). Per non parlare di allestimenti idonei a proteggere gli equipaggi ed a volare nei rigidi climi del nord, quali aria calda ai carburatori ed agli strumenti giroscopici, ed anche prese elettriche per riscaldare gli indumenti. Nel diario si legge “Era in corso una modifica per ovviare in parte all'inconveniente ai carburatori aumentando le potenzialità delle prese d'aria calda e per gli apparecchi giroscopici era stato adottato un accorgimento di fortuna che permetteva lo strappo dei filtri in caso di mancato funzionamento degli strumenti stessi. Sono state effettuate pure le sistemazioni delle corazzature, sia per i piloti sia per il mitragliere di torretta e per le tubazioni della torretta stessa”. Più avanti “installazione dei tubi di Pitot riscaldati con erogazione di 90W – modifica del circuito di alimentazione...in modo di renderli a circuiti indipendenti...installazione di un interfonico di bordo...”.
Ciò nonostante gli aerei partono per le azioni belliche assegnate dal Comando 2° Luftflotte su una lista di obiettivi che annoverano nomi di località che oggi sono care agli italiani, nel sud dell'Inghilterra. Ci sono Norwich, Ipswich, Kingston upon hull ecc. Non tutti rientrano da queste missioni, ma l'azione fa dimenticare i sacrifici “...Ogni partenza per azioni belliche ed ogni rientro era infatti motivo di entusiasmo ed elevamento dello spirito che rimaneva anche a distanza di giorni dalle azioni”. Quando l'adattamento sembra aver raggiunto livelli ottimali, giunge l'ordine di rientro in Italia. Il 6 febbraio del 1941 il Gen. S.A. Francesco PRICOLO, sottosegretario di Stato, nel foglio d'ordini segreto n. 002 ne parla con riconoscenza e saluta i Reparti che ”...sono rientrati in Patria per combattere nuovamente su altri fronti.” e che “...tornano da dure vittoriose prove...”. Il valoroso sacrificio dell'Aeronautica così continua, ed è storia nota. Questo, in brevissima sintesi il profilo della XV AEROBRIGATA e del suo personale, gente pronta ad ogni sacrificio come anche ad ogni artifizio creativo, pur di compiere il proprio dovere e di mostrare l'Aeronautica all'altezza dei suoi compiti, che vi fossero o meno in concreto le disponibilità di risorse tecnologiche, logistiche ed economiche correlate all'ambizione del ruolo assegnatole. La magia incredibile del numero 15 sembra dunque ripetersi puntuale ad ogni appuntamento della storia dell'Aeronautica e delle Forze Armate. Si ripete sempre lì, dove si richiede silenziosa dedizione, sublime capacità manutentiva, concretezza operativa proiettata a travolgere ogni ostacolo, ed infine, impassibilità assoluta di fronte all'eroismo taciuto, di fronte al fragore di altre realtà che sovente si propongono in massima visibilità sulla scena delle tragedie umane e della guerra. Come avrebbero potuto dunque potuto i soci fondatori dell'Associazione ignorare questa radice, dimenticata ma significativa della storia della Gente del numero 15? Questa realtà così eguale al 14° ed al 15° stormo B.T. della 9ª Brigata Aerea “Leone”, nella quale affonda le radici il Combat S.A.R. della nuova cultura democratica e repubblicana della nostra Patria? Come avrebbero potuto escludere la XV Aerobrigata dal novero di quella “nobiltà” fatta di sudore e di sangue alla quale l'art.5 dello Statuto riconosce il diritto e l'onore di potersi iscrivere all'Associazione? A dire il vero, e va detto in punta di penna, leggendo il 2° volume di “Nec in somno quies” si potrebbe supporre anche qualche altro motivo aggiunto, meno importante e meno evidente. A pag. 80 del volume una frase quasi buttata lì “La ricostituzione della 15ª Aerobrigata sembra sempre più vicina” sembra aggiungere nuova luce sull'art.5. Soprattutto sulle sue finalità, perseguite dagli estensori nel rivolgersi a coloro che “in qualsiasi epoca siano appartenuti alla 15ª Aerobrigata”. Sembrano finalità più ampie di quelle che appaiono ad una prima lettura, quasi che si sia voluto coniugare la magia e l'eroismo del numero 15 con una saggia e prudente lungimiranza. Pensate, allorquando dovesse essere ricostituita la 15ª Aerobrigata, per abbracciare in se tutte le diverse graduazioni di operatività dei Reparti Combat S.A.R. e dei correlati Reparti per le Operazioni Speciali. Ebbene, con un art.5 formulato così come è, non sarebbe nemmeno necessario modificare lo Statuto per accogliere a braccia aperte tutte queste stupende realtà nell'alveo generoso ed eroico della Gente del 15°!

J.F.Catrin